Elementi Accidentali Atto Amministrativo

Un atto amministrativo è caratterizzato dalla presenza di elementi cosiddetti accidentali. Essi sono: I) il termine, che determina l’inizio (definito anche termine iniziale) o la fine (termine finale) degli effetti di un provvedimento dal verificarsi di un evento futuro certo; II) la condizione: mediante la quale si fa dipendere l’inizio (definita condizione sospensiva) o la fine (chiamata condizione risolutiva) degli effetti di un provvedimento dal verificarsi di un evento futuro e incerto; III) l’onere: il peso imposto al destinatario del provvedimento; IV) le riserve, con cui la Pubblica Amministrazione si riserva di adottare futuri provvedimenti in relazione all’oggetto stesso dell’atto emanato; 

Cosa sono i requisiti di legittimità? L’assenza dei requisiti di legittimità può portare all’annullabilità dell’atto. Essi sono quei requisiti richiesti dalla legge perché l’atto, oltre che esistente, sia anche valido e, dunque, legittimo. La legittimazione, è l’esistenza di un incarico conferito secondo le modalità previste dalla legge; la competenza, per territorio, grado e materia, serve ad emanare l’atto. La competenza di un organo fa riferimento all’insieme dei poteri e delle funzioni che esso può, per legge, esercitare per perseguire legittimazioni di pubblico interesse.  è appunto, la misura dell’esercizio dell’attribuzione che spetta a ciascun organo. 

In particolare, la competenza è suddivisa in tre categorie: 

  • per materia, quando gli organi ripartiscono la materia a seconda delle funzioni ricoperte; 
  • Iper territorio, quando, stabilita la competenza per materia, la ripartizione fra gli organi avviene con riferimento all’ambito territoriale di esercizio delle attribuzioni; I
  • per grado, quando, stabilite le competenze per materia e territorio, la ripartizione fra gli organi avviene con riferimento al livello che l’organo occupa all’interno di uno stesso ramo d’amministrazione. 

La competenza per grado si realizza in relazione ad un rapporto di gerarchia, per cui certe funzioni sono affidate all’organo superiore e altre all’organo inferiore: l’oggetto, la cui mancanza potrebbe portare l’invalidità dell’atto; il contenuto, in riferimento alla conformità dell’atto ai precetti legislativi previsti per il suo tipo e il rispetto delle norme sulla sua emanazione; i requisiti di efficacia (in mancanza di essi l’atto è considerato inefficace); una particolare organizzazione formale. 

Un qualsiasi organo afferente al settore della Pubblica Amministrazione è sottoposto ad alcune norme interne. Norme che possono essere emanate attraverso diversi atti amministrativi: 

  • i regolamenti, essi regolamentano il funzionamento interno dell’ufficio; 
  • gli ordini: si tratta di atti amministrativi emanati da un’autorità posta ad un livello gerarchico più alto, nei confronti di una posta ad un livello inferiore, e che contiene il modo in cui agire; 
  • le istruzioni: si tratta di atti che contengono regole di comportamento di carattere tecnico, al fine di chiarire norme (di legge) generali o (amministrative) particolari, ed inviati da uffici superiori ad uffici inferiori, o talvolta da uffici tecnici ad uffici amministrativi. 

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